Alessio's profileWindows Space di Aless...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Windows Space di AlessioIn ogni momento... |
|||||
La seraScende la sera ed ogni albero diventerà
Ciao MassimoMamma sono uscito con amici,sono andato ad una festa E mi sono ricordato quello che mi avevi detto:non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare,così ho Bevuto una s Sprite … mi sono sentito orgoglioso di me stesso Anche per aver ascoltato il modo in cui dolcemente,mi hai Suggerito di non bere se dovevo guidare,al contrario di quello Che mi dicono alcuni amici,ho fatto una scelta sana e il tuo Consiglio è stato giusto… quando la festa è finita la gente ha Cominciato a guidare anche non essendo in condizione di farlo Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobrio. Non potevo immaginare mamma ciò che mi aspettava… Qualcosa di inaspettato ! Ora sono qui sdraiato sull’asfalto E sento un poliziotto che dice:”il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco” Mamma la sua voce sembrava così lontana…il mio sangue è cosparso Dappertutto e sto cercando con tutte le mie forze di non piangere. Posso sentire i medici che dicono:”questo ragazzo non ce la farà”. Sono certo che il ragazzo che guidava l’altra macchina non se lo Immaginava neanche mentre andava a tutta velocità….alla fine lui Ha deciso di bere ed io devo morire…perché le persone devono Fare tutto questo mamma ? Sapendo che distruggeranno delle vite.. Il dolore è come se mi pugnalasse con milioni di coltelli contemporaneamente. Dì hai miei fratelli di non spaventarsi mamma…dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si può bere e guidare… Forse se i suoi glielo avessero detto io ora sarei vivo…la mia respirazione Si fa sempre più debole e comincio ad avere veramente paura… Questi sono i miei ultimi momenti e mi sento così disperato… Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma mentre sono sdraiato Qui ,morente,mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo.. Ti voglio bene…addio Queste parole sono state scritte da una giornalista che ha assistito all’incidente. Il ragazzo morente sussurrava queste parole,la giornalista scriveva scioccata. Iniziò così la campagna contro la guida in stato di ebrezza: “vivi e lascia vivere” Una lettera per teAvrei dovuto scrivertela tempo fa questa lettera ,ma per vari motivi non ho potuto,te la scrivo ora sperando che ti faccia piacere in egual misura. Volevo farti un regalo,e conoscendo i tuoi gusti,non mi fu difficile ,acquistoi un bel libro perché so che ti piace molto leggere. Alcuni giorni fa chiesi ad un mio amico del posto dove stavo in vacanza di accompagnarmi in una libreria, ma dove mi portò non era un negozio ,era una specie di grottino e le pareti con scaffali tappezzate di libri,ce ne saranno stati a migliaia e per tutti i gusti. Il proprietario ci venne incontro e chiese che tipo di libro cercassimo, gli risposi un libro di poesie. Salì su di una scala e ne portò diversi,uno di questi mi colpì particolarmente,era un libro di poesie scritto da detenuti Spagnoli, Dominicani,Cubani,così senza indugi lo acquistai. Il proprietario del “negozio” mi spiegò che quel libro non era scritto da poeti ma da carcerati e pubblicato senza correzioni di nessun genere. Una sera iniziai a leggerlo è scritto in idioma spagnolo ed anche se non sono bravissimo a tradurre si capiva molto bene il senso. Erano poesie scritte soprattutto su temi quali la libertà,poesie sulle mamme,sulle donne,sui figli. Era molto tardi quando iniziai a leggerlo ,e poco dopo mi addormentai con il libro tra le mani Quella notte sognai che eravamo insieme e ti stavo recitando una poesia (che in realtà conoscevo a memoria)ma per non fare come uno scolaro che recita guardando in viso la maestra,di tanto in tanto abbassavo lo sguardo come se dovessi leggere. Eri seduta davanti a me,separati da un tavolino Con sopra due bicchieri di vino,te con i gomiti poggiati sul piano del tavolo con le mani sotto il mento che mi fissavi,ricordo che mentre leggevo i tuoi occhi erano lucidi e ne uscivano lacrimoni come quelle dei bambini. Quella notte…in quel sogno eri bella più che mai,un sogno bellissimo fatto solo di noi due…mi svegliai di soprassalto,il cuore andava a mille e mi accorsi che anche io come te nel sogno ,avevo gli occhi bagnati di lacrime. .....In ogni momento Alessio Per MartaQuesti pochi versi che adesso ti scrivo, e che potrai leggere e comprendere quando sarai un po’ più signorina, sgorgano irrefrenabilmente dal mio cuore, perché tu sappia, al di là delle dimostrazioni pratiche, quanto sia immenso il mio amore per te. Anche se, pur con la pretesa di non sbagliare, commetterò degli errori perché forse non saprò comprenderti fino in fondo o sarò eccessivamente severo, di una cosa stai pur certa; potrai sempre contare su di me e sulla tua mamma,in qualunque momento tu abbia bisogno. Non finirò mai di essere grato alla donna che ho amato, che ora è la tua mamma, ma soprattutto a Dio per avermi donato te, la cosa più bella e misteriosa e che mi ha reso e mi rende completo e felice Ti auguro un mondo di bene e di felicità
L'uomo buono
Così lo chiamiamo noi all'ospedale :l’uomo più buono del mondo ed è a lui che dedico questo intervento. Si chiama Mauro,piccolo di statura,magro e con pochi capelli. Avrà una cinquantina di anni,non è sposato Vive solo,ha i genitori molto anziani e lui tutti i giorni prima di smontare dal servizio li chiama e chiede loro cosa deve comprare da mangiare, poi va da loro con la spesa e spiega alla badante come deve cucinare (è un ottimo cuoco). E’ una medico neuroradiologo e neurochirurgo e senza ombra di dubbii è uno dei più grandi diagnosta dell’ospedale dove lavoro. Perché l’uomo più buono del mondo ? Perché non sa dire mai di no a nessuno.Certe volte alle 14:00 quando dobbiamo smontare dal servizio telefonano e chiedono una RMN, lui ci guarda perché sa bene che dobbiamo andare a casa e poi dice va bene mandatela giù subito però;allora io mi arrabbiavo e gli dicevo : Maurè, mannaggia non è urgente potevi fargliela domani,anche noi abbiamo da fare le nostre cose… lui si abbassava gli occhiali fino alla punta del naso…mi metteva una mano sulla spalla e mi diceva : Alessio caro, vedi noi con questa RMN possiamo salvare la vita ad una persona,andare a casa mezz’ora dopo non è la fine del mondo e noi avremo fatto un' opera di bene. Un giorno un anestesista che aveva fatto volontariato in Africa chiedeva un contributo in denaro che poi tramite un’associazione questi soldi venivano impiegati per acquistare macchinari sanitari,chi dava 10 o 20 euri… Mauro staccava un assegno...se uno del personale gli chiedeva un favore una RMN per una parente… .falla venire domani mattina alle 7,30 rispondeva e per non chiedere nulla al personale se la faceva da solo. Alcune volte capitavano delle persone anziane sbattute da una parte all'altra senza che nessuno desse loro l'indicazione di dovve andare,"povera gente" magari con l'impegnativa scaduta,Mauro allora faceva ugualmente l'esame e gli diceva:quando venite a ritirare il referto pagherete.Quando venivano a ritirare l'esame fatto chiedevano alla segretaria dove si doveva pagare il ticket,ma la ricevuta dell'avvenuto pagamento era nella busta l'aveva pagata Mauro.... da qui ma anche da altre cose è nato il soprannome de” l’uomo più buono del mondo”. Tutto il personale esposto a rischio radiologico deve fare obbligatoriamente presso una struttura preposta dentro l’ospedale una visita medica ogni sei mesi con prelievi di sangue. Lunedì è andato Mauro aveva un valore alterato la VES così dopo che il medico l’ha visitato gli ha prescritto un Rx torace,lui neppure voleva farlo ma era obbligatorio. Ma stò bene che palle sti medici !! Ha fatto Rx torace e gli hanno riscontrato un tumore grosso come una palla da tennis nel polmone destro, completamente asintomatico. Nessuna speranza ...ma lui si preoccupava dei genitori anziani…chi li aiuterà adesso diceva. Caro Mauro l’unica cosa che speriamo è che tu non soffra, così come speriamo tutti noi che abbiamo avuto il piacere e l'onore di conoscerrti che il buon Dio si ricordi di quanto bene tu hai fatto,di quanto hai aiutato chi aveva bisogno . Tu Maurè...sarai sempre per noi e non solo per noi ….l’uomo più buono del mondo. Purtroppo è arrivato l'esame istologico che ha confermato quello che si sospettava (carcinoma) Ne avrà( forse) per dodici mesi... al massimo.
Lasciarsi morire
Era un paziente molto particolare,separato senza nessuno in grado di accudirlo,deambulava molto male,in parte per la sclerosi multipla,(aveva due placche cerebrali attive) ed in parte per la colonna (disastrata)queste due patologie gli procuravano una andatura instabile e spesso cadeva.Era particolare perché non aveva nessun interesse a vivere, nessuno stimolo ,stanco di soffrire, di non potere avere una vita “normale”,di non poter uscire per la paura di cadere, e poi continui dolori,e quelle due placche secondo lui incurabili,per questo voleva lasciarsi morire. Questi pazienti prima di cercare di guarirli dal punto di vista fisiologico,vanno aiutati dal punto di vista psicologico è indispensabile la loro collaborazione,sono pazienti sfiduciati verso tutto e tutti, quindi aiutarli sotto il profilo psicologico è fondamentale. Prima di metterlo “nelle mani” di uno psicologo è compito dell’infermiere con un approccio psicologico cercare di parlare con loro,farli sfogare per capire i loro problemi,e fu quello che feci con questo signore. Non avevo molto tempo da dedicargli,ma quando potevo andavo da lui. Così gli feci capire che per quanto riguarda la colonna ci sono bravi neurochirurghi che la colonna gliela avrebbero messa a posto,gli raccontai di mia suocere che aveva avuto un crollo vertebrale ma con intervento chiamato cementificazione adesso sta molto meglio e la stesso cosa sarebbe stata per lui, per quanto riguardava la sclerosi multipla gli dissi farà un ciclo di cortisone per disattivare le placche (attive) e poi inizierà una terapia con l’interferone e poi riabilitazione.Dopo qualche giorno mi disse che aveva un figlio,la cosa mi sconvolse perché pochi giorni prima mi aveva detto di non aver stimoli per vivere. Dovevo scuoterlo da quell’atteggiamento di piangersi sempre addosso che aveva. Allora gli dissi: sa cosa gli dico? HA RAGIONE a lasciarsi morire,anzi se vuole l’aiuto io in modo indolore e senza che se ne renda conto…mi guardò incredulo,si gli dissi,così si deve fare quando le cose vanno male, quando vedi che il mondo ti crolla addosso la cosa più semplice è lasciarsi morire così tutti i problemi finiscono,lei è un egoista e un vigliacco,qui c’è gente che ha subito più di un intervento ma continuano a lottare, a sperare,loro non si LASCIANO MORIRE .Non pensa a suo figlio che lo lascerà solo,che non potrà più chiamare papà perché lei non ha avuto la forza, il coraggio di non arrendersi.Mi interruppe dicendomi di stare zitto che gli stavo facendo del male (ed io volevo questo) una sua reazione.Non mi volle più parlare, però so (perché me lo raccontò lui)che ha molti amici ed amiche virtuali su msn quindi lo so che mi leggerà e anche da qui continuo a ripetergli di non arrendersi,di trovare la forza di lottare perché ne vale la pena non crede? Non gli dico che potrà guarire in modo definitivo ,ma avrà una vita autonoma e dignitosa. Distinti saluti caro amico. PS All'ospedale non era venuto di sua spontanea volontà Il vero amore
Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita.Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento importantissimo. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologioe decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui,gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva gia da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi: "E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi è lei"? L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi è lei".Dovetti trattenere le lacrime... avevo la pelle d'oca e pensai: "Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita". Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,ma di come danzare nella pioggia.
Mio padreHo amato i mie genitori così come credo tutti i figli amino i propri anche se devo dire che il rapporto che avevo con mio padre era speciale,da piccolo ricordo mi portava sempre con lui a vedere la lazio, mi portava in piscina, in palestra a vedere i concerti di Renato Zero,insomma eravamo sempre insieme. Mio padre era spagnolo di Barcellona a vederlo sembrava un tipo burbero,scontroso quasi metteva soggezione,ma nella realtà era dolcissimo,sensibile ed altruista,ricordo che si commuoveva facilmente ed io amavo prenderlo in giro per questa sua “debolezza”. Abitavamo presso l’ambasciata spagnola, ricordo che quando uscivo dopo 500 mt. c’era una vecchietta sarà stata alta 1,50,grassottella con dei peletti sotto il mento ma di una dolcezza disarmante che chiedeva la carità ogni volta che passavo le regalavo sempre qualcosa e lei mi augurava sempre dellle belle cose per la mia salute,la mia fortuna etc etc. Un giorno dovetti partire per il servizio militare e non vidi più la vecchietta,lei non vedendomi più chiese di me a mio padre e quando le disse che ero partito si mise a piangere,mio padre non capiva allora lei raccontò del nostro“rapporto”,di come ero affettuoso,buono,generoso. Da quel giorno lui si prese cura della nonnina…le portava da mangiare…abiti…soldi,insomma aveva preso il mio posto e sapete chi me lo disse? La mamma lui non mi avrebbe mai detto nulla. Questo era mio padre. Purtroppo di lui…di loro adesso ho solo bellissimi ricordi un incidente automobilistico me li ha portati via. Non so perché scrivo,racconto queste cose che se vogliamo sono personali, però scrivendo mi sembra di essere più vicino a loro,mi sembra che tenerli qui è come se mi stessero più vicini. Scusate lo sfogo.
Un amore in corsiaCiao vorrei raccontarvi un episodio della mia professione che difficilmente dimenticherò: Lavoravo al Policlinico Umberto 1°,ancora non avevo conseguito il diploma di caposala ed ero infermiere professionale in un reparto di medicina. Ricordo che appena si entrava in corsia il primo letto era occupato da una signora anziana che noi tutti chiamavamo affettuosamente:”nonnina” era ben curata nella persona, i parenti sempre presenti e la curavano dal punto di vista igienico in modo molto scrupoloso, sempre profumata e di una dolcezza disarmante ...ed io pur non trascurando gli altri pazienti devo dire che per lei avevo un debole.Spesso mi sedevo vicino,mi prendeva la mano e mi raccontava di lei, mi chiamava tesoro mio,lei si chiamava Cecilia le volevo molto bene. Ricordo che un pomeriggiomentre passavo la terapia andai da lei,la chiamai ma non rispose, allora le sentii il polso…non c’era era morta…in un attimo la presi in braccio la poggiai in terra e a cavalcioni su di lei iniziai a praticarle il massaggio cardiaco nel frattempo dissi agli altri pazienti di suonare i campanelli,subito vennero i colleghi ed il medico di guardia il quale vedendo che non si riprendeva mi disse: "lascia perdere Alessio …è andata". Non volli crederci e continuai a praticarle il massaggio, il medico che teneva il polso per sentire se riprendeva ad un certo punto mi disse: "vai Ale vai che il polso ha ripreso "!! Cecilia aprì gli occhi e con un filo di voce mi disse: "tesoro mio non ce la faccio" le feci segno di non parlare,nel frattempo arrivarono i rianimatori e la trasportarono al centro di rianimazione. Dopo una decina di giorni ero di turno di pomeriggio e come sempre andai dalla caposala per leggere la consegna ma lei mi disse: "Alessio vai a farti un giro in corsia la consegna la leggi dopo" così feci. Entrai in corsia e vidi intorno ad un letto un capannello di pazienti, appena mi videro iniziarono ad applaudirmi… non capivo,ma appena il capannello si diradò allora capii.. Cecilia era tornata,quando mi vide aprì le braccia e piangendo mi chiamò, mi abbracciò e mi disse:"tesoro mio mi hai ridato la vita" !!. Avevo gli occhi lucidi di lacrime,non riuscivo a dire nulla e mentre gli atri pazienti continuavano ad applaudire andai in bagno a sfogarmi. Non so perché vi racconto questo episodio della mia vita,forse perché scrivendolo mi ricorda quel momento indimenticabile. Spero di non avervi annoiato
|
|||||
|
|