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Windows Space di Alessio

In ogni momento...

Pedofilo

La sera

Scende la sera ed ogni albero diventerà
un rifugio sicuro per gli uccellini stanchi dal volo.
I grilli già intonano il loro concerto
per Le stelle che appaiono in cielo.
Le luci alle finestre presto si accenderanno
per osservare la notte.
Tutti sono ormai tornati a Casa.
Tornare a Casa è tornare in un posto speciale
Dove un sorriso mette allegria,
Dove c’è qualcuno che ti AMA e ti aspetta,
Dove IL mondo cessa di correre in fretta.
Dopo la notte arriverà il nuovo mattino
col suo sole dorato
e gli uccellini riprenderanno il volo…
Mentre le case resteranno ad attendere la sera...
La storia si ripeterà.


Ciao Massimo

Mamma sono uscito con amici,sono andato ad una festa

E mi sono ricordato quello che mi avevi detto:non bere alcolici.

Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare,così ho

Bevuto una s Sprite … mi sono sentito orgoglioso di me stesso

Anche per aver ascoltato il modo in cui dolcemente,mi hai

Suggerito di non bere se dovevo guidare,al contrario di quello

Che mi dicono alcuni amici,ho fatto una scelta sana e il tuo

Consiglio  è stato giusto… quando la festa è finita la gente ha

Cominciato a guidare anche non essendo in condizione di farlo

Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobrio.

Non potevo immaginare mamma ciò che mi aspettava…

Qualcosa di inaspettato ! Ora sono qui sdraiato sull’asfalto

E sento un poliziotto che dice:”il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”

Mamma la sua voce sembrava così lontana…il mio sangue è cosparso

Dappertutto e sto cercando con tutte le mie forze di non piangere.

Posso sentire i medici che dicono:”questo ragazzo non ce la farà”.

Sono certo che il ragazzo che guidava l’altra macchina non se lo

Immaginava neanche mentre andava a tutta velocità….alla fine lui

Ha deciso di bere ed io devo morire…perché le persone devono

Fare tutto questo mamma ? Sapendo che distruggeranno delle vite..

Il dolore è come se mi pugnalasse con milioni di coltelli contemporaneamente.

Dì hai miei fratelli di non spaventarsi mamma…dì a papà di essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si può bere e guidare…

Forse se i suoi glielo avessero detto io ora sarei vivo…la mia respirazione

Si fa sempre più debole e comincio ad avere veramente  paura…

Questi sono i miei ultimi momenti e mi sento così disperato…

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma mentre sono sdraiato

Qui ,morente,mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo..

Ti voglio bene…addio

Queste parole sono state scritte da una giornalista che ha assistito all’incidente.

Il ragazzo morente sussurrava queste parole,la giornalista scriveva scioccata.

Iniziò così la campagna contro la guida in stato di ebrezza: “vivi e lascia vivere”

Una lettera per te

Avrei dovuto scrivertela tempo fa questa lettera ,ma per vari motivi non ho

 potuto,te la scrivo ora sperando che ti faccia piacere  in egual misura.

Volevo farti un regalo,e conoscendo i tuoi gusti,non mi fu difficile ,acquistoi 

 un bel libro perché so che ti piace molto leggere. Alcuni giorni fa chiesi ad un

 mio amico del posto dove stavo in vacanza di accompagnarmi in una libreria,

ma dove mi  portò non era un negozio ,era una specie di grottino  e le pareti

 con scaffali tappezzate di libri,ce ne saranno stati a migliaia e per tutti i gusti.

Il proprietario ci venne incontro e chiese che tipo di libro cercassimo,

gli risposi un libro di poesie. Salì su di una scala e ne portò diversi,uno di

questi mi colpì particolarmente,era un libro di poesie scritto da detenuti Spagnoli,

Dominicani,Cubani,così senza indugi lo acquistai. Il proprietario del  “negozio”

mi spiegò che quel libro non era scritto da poeti ma da carcerati e pubblicato

 senza correzioni di nessun genere.

Una sera iniziai a leggerlo è scritto in idioma spagnolo ed anche se non sono

bravissimo a tradurre si capiva molto bene il senso.

Erano poesie scritte soprattutto su temi quali la libertà,poesie sulle  mamme,sulle

 donne,sui figli. Era molto tardi quando iniziai a leggerlo ,e poco dopo

mi addormentai con il libro tra le mani

Quella notte sognai che eravamo insieme e ti stavo recitando una poesia

(che in realtà conoscevo a memoria)ma per non fare come uno scolaro che

recita guardando in viso la maestra,di tanto in tanto abbassavo lo sguardo

come se dovessi leggere. Eri seduta davanti a me,separati da un tavolino

Con sopra due bicchieri di vino,te con i gomiti poggiati sul piano del tavolo 

 con le mani sotto il mento che mi fissavi,ricordo che mentre leggevo  i 

 tuoi occhi erano  lucidi e  ne  uscivano lacrimoni  come quelle dei bambini.

Quella notte…in quel sogno eri bella più che mai,un sogno bellissimo fatto solo

 di noi due…mi svegliai di soprassalto,il cuore andava a mille e mi accorsi

che anche io come te nel sogno ,avevo gli occhi  bagnati di lacrime.

.....In ogni momento

                                                                                                              Alessio

Per Marta

Questi pochi versi che adesso ti scrivo, e che potrai leggere e

comprendere quando sarai un po’ più signorina, sgorgano

irrefrenabilmente dal mio cuore, perché tu sappia, al di là delle

dimostrazioni pratiche, quanto sia immenso il mio amore per te.

Anche se, pur con la pretesa di non sbagliare, commetterò degli

errori perché forse non saprò comprenderti fino in fondo o sarò

    eccessivamente severo, di una cosa stai pur certa; potrai sempre contare

 su di me e sulla tua mamma,in qualunque momento tu abbia bisogno.

Non finirò mai di essere grato alla donna che ho amato, che ora è la tua

mamma, ma soprattutto a Dio per avermi donato te, la cosa più bella e

misteriosa e che mi ha reso e mi rende completo e felice

Ti auguro un mondo di bene e di felicità         

   Papà

 

L'uomo buono

 

Così lo chiamiamo noi all'ospedale :l’uomo più buono del mondo ed è a lui che dedico questo intervento.

Si chiama Mauro,piccolo di statura,magro e con pochi capelli. Avrà una cinquantina di anni,non è sposato

Vive solo,ha i genitori molto anziani e lui tutti i giorni prima di smontare dal servizio li chiama e chiede loro cosa deve

comprare da mangiare, poi  va da loro con la spesa e spiega alla badante come deve cucinare (è un ottimo cuoco).

E’ una medico neuroradiologo e neurochirurgo e senza ombra di dubbii  è uno dei più grandi diagnosta dell’ospedale

dove lavoro. Perché l’uomo più buono del mondo ?  Perché non sa dire mai di no a nessuno.Certe volte alle 14:00

quando dobbiamo smontare dal servizio telefonano e chiedono una RMN, lui ci guarda perché sa bene che dobbiamo

 andare a casa e poi dice va bene mandatela giù subito però;allora io mi arrabbiavo e gli dicevo : Maurè, mannaggia non

è urgente potevi fargliela domani,anche noi abbiamo da fare le nostre cose… lui si abbassava  gli occhiali fino alla punta del

naso…mi metteva  una mano sulla spalla e mi diceva : Alessio caro, vedi noi con questa RMN  possiamo salvare la vita ad

una persona,andare a casa mezz’ora dopo non è la fine del mondo e noi avremo fatto un' opera di bene.

Un giorno un anestesista che aveva fatto volontariato in Africa chiedeva un contributo in denaro che poi tramite

 un’associazione questi soldi venivano impiegati per acquistare macchinari sanitari,chi dava 10 o 20 euri…

Mauro staccava un assegno...se uno del personale gli chiedeva un favore una RMN per una parente…

.falla venire domani mattina alle 7,30 rispondeva  e per non chiedere nulla al personale se la faceva da solo.

Alcune volte capitavano delle persone anziane sbattute da una parte all'altra senza che nessuno desse loro

l'indicazione di dovve andare,"povera gente" magari con l'impegnativa scaduta,Mauro allora faceva

ugualmente l'esame e gli diceva:quando venite a ritirare il referto pagherete.Quando venivano a ritirare  l'esame fatto

 chiedevano alla segretaria dove si doveva pagare il ticket,ma la ricevuta dell'avvenuto pagamento era nella busta l'aveva

pagata Mauro.... da qui ma anche da altre cose è nato il soprannome de” l’uomo più buono del mondo”.

 Tutto il personale esposto a rischio radiologico deve fare obbligatoriamente presso una struttura preposta dentro l’ospedale

 una visita medica ogni sei mesi con prelievi di sangue. Lunedì  è andato Mauro aveva un valore alterato la VES così dopo

 che il medico l’ha visitato gli ha prescritto un  Rx  torace,lui neppure voleva farlo ma era obbligatorio. Ma stò bene che

palle sti medici !! Ha fatto Rx torace e gli hanno riscontrato un tumore grosso come una palla da tennis nel polmone destro,

completamente asintomatico. Nessuna speranza ...ma lui si preoccupava dei genitori anziani…chi li aiuterà adesso diceva.

Caro Mauro l’unica cosa che speriamo è che tu non soffra, così come speriamo tutti noi che abbiamo avuto il piacere

 e  l'onore di conoscerrti che il buon Dio si ricordi di quanto bene tu hai fatto,di quanto hai aiutato chi aveva bisogno .

Tu Maurè...sarai sempre per noi e non solo per noi ….l’uomo più buono del mondo.

Purtroppo è arrivato l'esame istologico che ha confermato quello che si sospettava (carcinoma)

Ne avrà( forse) per dodici mesi... al massimo.

 

Lasciarsi morire

 

Era un paziente molto particolare,separato senza nessuno in grado di accudirlo,deambulava molto male,in parte

per la sclerosi multipla,(aveva due placche cerebrali attive) ed in parte per la colonna (disastrata)queste due patologie

gli procuravano una andatura instabile e spesso cadeva.Era particolare perché non aveva nessun interesse a vivere,

nessuno stimolo ,stanco di soffrire, di non potere avere una vita “normale”,di non poter uscire per la paura di cadere,

e poi continui dolori,e quelle due placche  secondo lui incurabili,per questo voleva lasciarsi morire.

 Questi pazienti prima di cercare di guarirli dal punto di vista fisiologico,vanno aiutati dal punto di vista

psicologico è indispensabile la loro collaborazione,sono pazienti sfiduciati verso tutto e tutti,

quindi  aiutarli sotto il profilo psicologico è fondamentale.

Prima di metterlo “nelle mani” di uno psicologo è compito dell’infermiere con un approccio psicologico

cercare di parlare con loro,farli sfogare per capire i loro problemi,e fu quello che feci con questo signore.

Non avevo molto tempo da dedicargli,ma quando potevo andavo da lui.

Così gli feci capire che per quanto riguarda la colonna ci sono bravi neurochirurghi che la colonna gliela

avrebbero messa a posto,gli raccontai di mia suocere che aveva avuto un crollo vertebrale ma con

intervento chiamato cementificazione adesso sta molto meglio e la stesso cosa  sarebbe stata per lui, per

quanto riguardava la sclerosi multipla gli dissi farà un ciclo di cortisone per disattivare le placche

(attive) e poi inizierà una terapia con l’interferone e poi riabilitazione.Dopo qualche giorno mi disse che aveva

un figlio,la cosa mi sconvolse perché pochi giorni prima mi aveva detto di non aver stimoli per vivere.

Dovevo scuoterlo da quell’atteggiamento di piangersi sempre addosso che aveva.

Allora gli dissi: sa cosa gli dico? HA RAGIONE a lasciarsi morire,anzi se vuole l’aiuto io in modo indolore e

senza che se ne renda conto…mi guardò incredulo,si gli dissi,così si deve fare quando le cose vanno male,

quando vedi che il mondo ti crolla addosso la cosa più semplice è lasciarsi morire così tutti i problemi

finiscono,lei è un egoista e un vigliacco,qui c’è gente che ha subito più di un intervento ma continuano a lottare,

a sperare,loro non si LASCIANO MORIRE .Non pensa a suo figlio che lo  lascerà solo,che non potrà più chiamare

 papà perché lei non ha avuto la forza, il coraggio di non arrendersi.Mi interruppe dicendomi di stare zitto

che gli stavo facendo del male (ed io volevo questo) una sua reazione.Non mi volle più parlare,

però so (perché me lo raccontò lui)che ha molti amici ed amiche virtuali su msn quindi lo so che mi leggerà

e anche da qui continuo a ripetergli di non arrendersi,di trovare la forza di lottare perché ne vale la pena non crede?

Non gli dico che potrà guarire in modo definitivo ,ma avrà una vita autonoma e dignitosa.

Distinti saluti caro amico.

PS All'ospedale non era venuto di sua spontanea volontà

Il vero amore

 

Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina

di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita.Disse che aveva

molta fretta perché aveva un appuntamento importantissimo.

Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre

un'ora che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il

suo orologioe decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti,

che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita

sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per

rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di

lui,gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico

dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva

andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.

Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da

tempo dall'Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse

nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva

gia da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi: "E va ancora ogni mattina

a trovarla anche se non sa chi è lei"? L'uomo sorrise e mi batté la mano

sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora

perfettamente chi è lei".Dovetti trattenere le lacrime... avevo la pelle d'oca

e pensai: "Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita".

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione

 di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono

necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il

meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla

tempesta,ma di come danzare nella pioggia.

 

sempre_insieme 

Mio padre

 Ho amato i mie genitori così come credo tutti i figli amino i propri anche se devo dire

che il rapporto che avevo con mio padre era speciale,da piccolo ricordo mi portava sempre

con lui a vedere la lazio, mi portava in piscina, in palestra a vedere i concerti di

Renato Zero,insomma eravamo sempre insieme. Mio padre era spagnolo di Barcellona

a vederlo sembrava un tipo burbero,scontroso quasi metteva soggezione,ma nella realtà

era dolcissimo,sensibile ed altruista,ricordo che si commuoveva facilmente ed io

 amavo prenderlo in giro per questa sua “debolezza”. Abitavamo presso l’ambasciata spagnola,

ricordo che quando uscivo dopo 500 mt. c’era una vecchietta sarà stata alta 1,50,grassottella

con dei peletti sotto il mento ma di una dolcezza disarmante che chiedeva la carità ogni

volta che passavo le regalavo sempre qualcosa e lei mi augurava sempre dellle belle cose per

la mia salute,la mia fortuna etc etc. Un giorno dovetti partire per il servizio militare

e non vidi più la vecchietta,lei non vedendomi più chiese di me a mio padre e quando le

disse che ero partito si mise a piangere,mio padre non capiva allora lei raccontò del

 nostro“rapporto”,di come ero affettuoso,buono,generoso. Da quel giorno lui si prese

cura della nonnina…le portava da mangiare…abiti…soldi,insomma aveva preso il mio posto

 e sapete chi me lo disse? La mamma lui non mi avrebbe mai detto nulla.

 Questo era mio padre.

 Purtroppo di lui…di loro adesso ho solo bellissimi ricordi un incidente automobilistico me li

ha portati via.  Non so perché scrivo,racconto queste cose che se vogliamo sono personali,

però scrivendo mi sembra di essere più vicino a loro,mi sembra che tenerli qui è come

se mi stessero più vicini.  Scusate lo sfogo.

ciao pa' 

 

Un amore in corsia

 Ciao vorrei raccontarvi un episodio della mia professione che  difficilmente dimenticherò:

 Lavoravo al Policlinico Umberto 1°,ancora non avevo conseguito il diploma di caposala ed

ero infermiere professionale in un reparto di medicina. Ricordo che appena si entrava in

corsia il primo letto era occupato da una signora anziana che noi tutti chiamavamo

affettuosamente:”nonnina” era ben curata nella persona, i parenti sempre presenti e la

curavano dal punto di vista igienico in modo molto scrupoloso, sempre profumata e di una

dolcezza disarmante ...ed io pur non trascurando gli altri pazienti devo dire che per lei

avevo un debole.Spesso mi sedevo vicino,mi prendeva la mano e mi raccontava di lei, mi

chiamava tesoro mio,lei si chiamava Cecilia   le volevo molto bene. Ricordo che un

pomeriggiomentre passavo la  terapia andai da lei,la chiamai ma non rispose,

allora le sentii il  polso…non c’era era morta…in un attimo la presi in braccio la

poggiai in terra e a cavalcioni su di lei iniziai a praticarle il massaggio cardiaco nel

frattempo dissi agli altri pazienti di suonare i campanelli,subito vennero i

colleghi ed il medico di guardia il quale vedendo che non si riprendeva mi disse: "lascia

 perdere Alessio …è andata". Non volli crederci e continuai a praticarle il massaggio,

il medico che teneva il polso per sentire se riprendeva ad un certo punto mi disse:

 "vai Ale vai che il polso ha ripreso "!! Cecilia aprì gli occhi e con un filo di voce mi disse:

"tesoro mio non ce la faccio" le feci segno di non parlare,nel frattempo arrivarono

 i rianimatori e la trasportarono al centro di rianimazione. Dopo una decina di giorni

ero di turno di pomeriggio e come sempre andai dalla caposala per leggere la consegna

 ma lei mi disse: "Alessio vai a farti un giro in corsia la consegna la leggi dopo" così feci.

Entrai in corsia e vidi intorno ad un letto un capannello di pazienti, appena mi videro

 iniziarono ad applaudirmi… non capivo,ma appena il capannello si diradò allora capii..

Cecilia era tornata,quando mi vide aprì le braccia e piangendo mi chiamò, mi abbracciò e

mi disse:"tesoro mio mi hai ridato la vita" !!. Avevo gli occhi lucidi di lacrime,non riuscivo a

dire nulla e mentre gli atri pazienti continuavano ad applaudire andai in bagno  a sfogarmi.

 Non so perché vi racconto questo episodio della mia vita,forse perché

scrivendolo mi ricorda quel momento indimenticabile.

 Spero di non avervi annoiato
 
 

:)

 

30 Ottobre 1980 ore 21:25.....arrivooo !!

 

 

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